L' AREA TERRITORIALE

Le isole Flegree di Ischia, Procida e Vivara, occupanti una superficie approssimativa – inclusi fondali marini – di 75 kmq, rappresentano un divisorio fisiografico, oltre che geografico, tra il Golfo di Gaeta a nord ed il Golfo di Napoli al sud. Le isole sono generate da un allineamento di centri eruttivi localizzati in corrispondenza di un importante elemento strutturale ENE-WSW. La piattaforma continentale è molto ben sviluppata a nord delle isole flegree e praticamente assente nel Golfo di Napoli, ed il suo ciglio, attestato a profondità di 150/170 metri, a tratti appare fortemente inciso da testate di canyons lungo tutto il settore a NW e ad W di Ischia. Le isole sono circondate da una estesa prateria di Posidonia oceanica - biocenosi chiave per la salute di un ecosistema marino - che occupa una superficie totale di circa 17 kmq.

Analisi del Contesto

L’ambito territoriale comprendente le isole di Ischia e Procida occupa una superficie territoriale di 50,6 kmq, pari al 4% del territorio della Provincia di Napoli. Il territorio emerso dell’isola di Ischia si estende per una superficie pari a 46,33 kmq e su tale territorio insiste una popolazione che ammonta a 64.031 abitanti, per una densità di abitanti pari a circa 1382 ab/kmq. La superficie urbanizzata di Ischia rappresenta il 40% ca. della superficie totale, la superficie utilizzata a fini agricoli ne rappresenta il 15% ca., mentre la rimanente superficie non ha utilizzazione antropica.
Il territorio dell’isola di Procida si estende per una superficie di 4,26 kmq e su tale territorio insiste una popolazione che ammonta a 10530 abitanti, per una densità di abitanti pari a circa 2474 ab/kmq. La superficie urbanizzata di Procida rappresenta il 25% ca. della superficie totale, la superficie utilizzata a fini agricoli ne rappresenta il 4% ca., mentre la rimanente superficie non ha utilizzazione antropica. Da quanto descritto il dato emergente è la vocazione agricola del territorio ischitano mentre a causa delle dimensioni ridotte il territorio di Procida è maggiormente votato alla tradizione marinara. 
Dal dopoguerra ad oggi le due isole flegree abitate, Ischia e Procida, hanno conosciuto un miglioramento delle condizioni di vita, in particolare sul finire degli anni ’60 in coincidenza con la fortissima espansione economica nazionale.
In generale le isole sono caratterizzate da un progressivo calo di occupati nel settore primario (agricoltura, caccia, pesca) a favore del terziario (trasporti, servizi, P.A., altro). Ad Ischia il terziario nel suo complesso rappresenta circa il 75% della popolazione attiva – più di un terzo della popolazione attiva risulta impegnata nel settore turistico – mentre il settore primario si attesta intorno alla metà del valore medio regionale. In generale nel settore primario dell’isola d’Ischia si nota una leggera diminuzione del numero di addetti alla pesca ed un notevole calo nel settore agricolo: basti pensare che dagli anni ’60 ad oggi i terreni agricoli adibiti alla coltura della vite sono calati da circa 2.000 ha a circa 400 ha.
A Procida il terziario nel suo complesso rappresenta circa l’80% della popolazione attiva – circa il 40% della popolazione attiva risulta impegnata nel settore Trasporti, soprattutto marittimi – mentre la percentuale di addetti al settore primario è simile a quella della Regione Campania. 
Nonostante le peculiarità e le vocazioni, non può essere ignorato che l’economia delle due isole è stata influenzata dall’aumento dei flussi turistici e da un’espansione, difficilmente controllata ed arginata, dell’edilizia residenziale. Oggi le isole flegree traggono, seppure in maniera molto differenziata, i loro maggiori proventi dal turismo. 
Al contrario di Ischia dove si contano oltre trecento strutture alberghiere e numerose case vacanze, a Procida il mercato turistico si caratterizza per un esiguo numero di piccole strutture alberghiere ed una grande quantità di turisti pendolari, con la presenza di alcuni campeggi. 

Aspetto molto delicato riguardante il mercato turistico di entrambe le isole flegree è costituito dal turismo cd. “mordi e fuggi” e da quello concentrato nei mesi di luglio ed agosto, il cui carico eccessivo rappresenta un importante fattore di stress in termini ambientali e sociali.

Le due isole, seppur con caratteri differenti, si presentano spesso complementari, completandosi a vicenda. Per entrambe il sistema forte che le contraddistingue è quello portuale che, a livello infrastrutturale, risulta essere il più sviluppato, garantendo un interscambio tra le due e contemporaneamente con le zone limitrofe.

In questo scenario, il mondo della pesca, sebbene in forte calo, occupa ancora un settore importante. Sull’isola di Ischia la stragrande maggioranza di imbarcazioni è di piccola stazza, dedicandosi pertanto alla piccola pesca, il cui prodotto si riversa esclusivamente sul mercato locale composto dal 30% da ristoranti e dal 70% da consumatori. La grande pesca, molto influente sull’isola di Procida, si serve principalmente del mercato ittico della vicina Pozzuoli, più capace di assorbire le grandi quantità di pescato provenienti dalle due isole.
Il sistema pesca risulta tuttora carente di una rete infrastrutturale e di servizi che la supporti. Un primo intervento volto al potenziamento delle strutture, nonché al controllo e alla certificazione del prodotto locale è dato dalla nascita dei primi punti di sbarco del pescato, a seguito del Decreto Dirigenziale n.9 del 24/02/2011 della Regione Campania che ha imposto di dotarsi di apposite aree dove eseguire lo sbarco e lo scarico del pescato e dei prodotti della miticoltura. Attualmente i punti di sbarco del pescato autorizzati sono situati nei Comuni di Forio, Lacco Ameno, Serrara Fontana e Procida. Riguardo quest’ultimo, operante dal 2016 nella zona portuale della Marina di Sancio Cattolico, è situato in un’area nevralgica per l’economia dell’isola, polo di scambio con la terraferma e centro fluente di numerose attività economico/commerciali. Il punto di sbarco accoglie il pescato proveniente dalla pesca a strascico o a circuizione, per poi convogliarlo su automezzi atti allo smistamento nella rete di vendita locale, inoltre assolve la funzione di ricovero per le reti da pesca. Allo stato attuale il prodotto raccolto dalle unità navali dell’isola di Procida è stimato in circa 600 kg giornalieri, di cui l’80% viene destinato al mercato ittico di Pozzuoli, mentre il restante 20% viene assorbito dal mercato privato isolano e dalle attività di ristorazione del posto. L’obiettivo del punto di sbarco di Procida, così come gli altri della sorella Ischia, è di ridurre tale divario diventando nel corso di pochi anni il polo principale per la vendita del pescato locale. 

Descrizione della strategia

La strategia, definita con adeguata attività di coinvolgimento del territorio, in linea con gli obiettivi specifici dell’asse IV del FEAMP, si articola in due direttrici e su 3 obiettivi primari:

DIRETTRICE 1
Attuazione di strategie di sviluppo locale con misure di sostegno alle imprese della pesca attraverso azioni finalizzate alla rivitalizzazione dell’area FLAG al fine di valorizzarne l’economia ittico-turistica che nell’area Flegrea ha rappresentato da sempre un pilastro fondante nel contesto socioeconomico e territoriale dell’intera zona;

DIRETTRICE 2
Attuazione della cooperazione interregionale e transanazionale tra gruppi delle zone di pesca con l’obiettivo di favorire lo scambio di esperienze e di migliori pratiche, per realizzare, con la partecipazione di tutti gli attori, un sistema integrato con l’intento di valorizzarne le potenzialità e le specificità per la crescita del sistema locale.

Obiettivo 1

Competenze idonee ad affrontare le nuove sfide competitive

Accrescere le capacità manageriali dei pescatori  con prestazioni di consulenza sulle strategie aziendali. 
Rafforzare il rapporto con il mondo della ricerca.
Stimolare il trasferimento di soluzioni  tecnologiche e sperimentazione di nuove tecniche aziendali. Leggi...

1
Obiettivo 2

Integrare la filiera della pesca con la filiera del turismo

Incrementare l’offerta turistica, archeologica, culturale e ambientale legataal patrimonio Blu. Recupero e creazione di percorsi turistici legati alla risorsa mare . Educare i consumatori all'identificazione dei prodotti della filiera corta. Diversificare le attività dei pescatori in chaive turistica per la creazione di nuove  forme di reddito. Valorizzazione del Marchio “Patrimonio Blu" . Leggi...

2
Obiettivo 3

Migliorare infrastrutture

Migliorare le strutture e servizi per la gestione del pescato. Realizzazione e/o adeguamento di spazi attrezzati per i ripari di pesca e la infrastrutturazione di spazi . Migliorare il sistema di logistica a supporto della flotta . Creazione e/o adeguamento di aree attrezzate per l’approdo, lo sbarco, il riparo delle attrezzature aziendali . Fornire tecnologie inerenti le dotazioni di bordo e/o le attrezzature per la pesca. Leggi...

3

Accrescere le capacità manageriali dei pescatori

Rafforzare il rapporto con il mondo della ricerca

Incrementare l'offerta turistica, archeologica, culturale e ambientale legata al patrimonio Blu.

Prestazioni di consulenza sulle strategie aziendali e sul Knowledge management;

Stimolare il trasferimento di soluzioni tecnologiche e sperimentazione di nuove tecniche aziendali

Recupero e creazione di percorsi turistici legati alla risorsa mare

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diversificare le attività dei pescatori in chiave turistica per la creazione di nuove forme di reddito

Migliorare le strutture e servizi per la gestione del pescato

Valorizzazione del Marchio "Patrimonio Blu" da apporre su confezioni di prodotti venduti,  sui menu di esercizi ricettivi che  commercializzano i prodotti presidiati e fuori ai punti vendita e somministrazione 


Acquisto di unità da diporto per l'attività di charter, gommoni da locare, ecc., nonché adeguamento delle imbarcazioni per lo svolgimento delle attività di pescaturismo

Realizzazione e/o adeguamento di spaziattrezzati per i ripari di pesca e la Infrastrutturazione di spazi


Migliorare il sistema di logistica a supporto della flotta

Incrementare il livello tecnologico delle imbarcazioni

Creazione e/o adeguamento di aree attrezzate per l'approdo, lo sbarco, il riparo delle attrezzature aziendali

Fornire tecnologie inerenti le dotazioni di bordo e/o le attrezzature per la pesca per migliorare l'efficienza della cattura di specie bersaglio, la sostenibilità ambientale e la preservazione degli stock ittici

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